Nei giorni scorsi, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili, sul proprio sito internet, la bozza e le istruzioni della dichiarazione Redditi Pf 2017, da utilizzare per il periodo d’imposta 2016.

Tra le novità inserite nei modelli di quest’anno rientrano l’agevolazione sui premi di risultato per i dipendenti del settore privato, i crediti derivanti da dichiarazioni integrative a favore presentate oltre il termine della dichiarazione successiva e il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro verso gli istituti del sistema nazionale di istruzione (c.d. “school bonus”). Da quest’anno il nome del modello di dichiarazione viene modificato da Unico a Redditi, poiché la dichiarazione Iva non può più essere presentata in forma unificata insieme alla dichiarazione dei redditi.

Le bozze e le istruzioni del modello Persone Fisiche (Pf) 2017 sono le seguenti:

Modello Pf 1/2017

Istruzioni per la compilazione – Pf 1/2017

Modello Pf 2/2017

Istruzioni per la compilazione – Pf 2/2017

Modello Pf 3/2017

Istruzioni per la compilazione – Pf 3/2017.

Si riporta di seguito il comunicato del 24 gennaio 2017, in cui l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le novità introdotte nel modello in questione, per il quale è previsto, nel quadro di determinazione dei redditi d’impresa in regime di contabilità ordinaria (quadro RF), un campo (rigo RF50), tra le variazioni in diminuzione, per l’indicazione della quota di reddito agevolabile relativa ai periodi di imposta compresi tra la data di presentazione dell’istanza di ruling e la data di sottoscrizione dell’accordo, al fine di consentire l’accesso al beneficio “Patent box” fin dal periodo d’imposta in cui è presentata l’istanza medesima. Nel caso di reddito d’impresa in regime di contabilità semplificata il predetto campo è rappresentato, tra i componenti negativi, dal rigo RG23.

Il Patent Cooperation Treaty (PCT), operativo ormai da 39 anni, con 151 Stati contraenti, consente ai candidati che vogliono proteggere le loro invenzioni a livello internazionale di ottenere la tutela brevettuale contemporaneamente anche in tutti i Paesi legati dal Trattato.

Si tratta di un esempio riuscito di cooperazione internazionale nel campo della proprietà intellettuale, che ha assistito, il 2 febbraio 2017, alla pubblicazione della tremilionesima domanda di brevetto internazionale davanti alla WIPO. Questa tappa fondamentale nella storia del Trattato segue quella del 2004 quando era stato raggiunto il milione di domande depositate e quella del 2011 con 2 milioni di domande presentate.

“Il PCT ha raggiunto 3 milioni di domande pubblicate in tempi record, sottolineando il suo ruolo centrale e crescente per aiutare gli innovatori a raggiungere un mercato globale” ha dichiarato il direttore generale della WIPO, Francis Gurry.

La tremilionesima domanda di brevetto pubblicata con il titolo “Vector Network Analyzer” (PCT / EP2016 / 062.897 , WO / 2017 / 017.579) è stata presentata dalla Germania da parte di Fraunhofer Gesellschaft, la più grande organizzazione europea per la ricerca applicata (con 67 istituti e unità di ricerca in Germania e centri di ricerca aggiuntivi in Asia, Sud America, Stati Uniti d’America e nel resto d’Europa), che è stata negli ultimi anni un grande utilizzatore del PCT, con una media di quasi 300 applicazioni internazionali nel quadro del PCT all’anno negli ultimi 5 anni.

Per l’occasione, il direttore generale, Francis Gurry, ha inviato una lettera a tutti gli innovatori in qualità di utenti del sistema, agli Stati membri rappresentanti del PCT, al personale degli Uffici che lavorano, a vario titolo, nel e per il sistema PCT, e alle organizzazioni intergovernative e non governative, ringraziando tutti per il loro prezioso supporto e la collaborazione e la loro fiducia, e per impegnarsi con l’Ufficio internazionale in modo costruttivo nello sviluppo del sistema nel corso degli anni al fine di garantire il soddisfacimento delle esigenze di tutti i soggetti interessati.

Il direttore generale ha sottolineato la necessità per il sistema di evolvere ulteriormente in modo che possa continuare a funzionare come strumento principale per sostenere l’innovazione. Un memorandum dal direttore Generale, dal titolo “Il sistema PCT – Descrizione e possibili direzioni future e priorità” è pubblicato con lo scopo di fornire “spunti di riflessione” sulle indicazioni e le priorità per un possibile lavoro futuro volto a migliorare ulteriormente il sistema.

In particolare, viene suggerito che la via principale per raggiungere questo obiettivo è quello di porre rinnovata attenzione all’elemento “cooperazione” del trattato, con modifiche anche significative al quadro normativo.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 19 gennaio 2017 è stato pubblicato il decreto 9 dicembre 2016 a firma dei ministri delle politiche agricole, Maurizio Martina, e dello sviluppo economico, Carlo Calenda, in materia di “Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori".

Il decreto entrerà in vigore il 19 aprile 2017 (dopo novanta giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale) e ne è prevista un’applicazione in via sperimentale fino al 31 marzo 2019.

Con l'applicazione delle nuove disposizioni sarà possibile indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte UHT, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

Il decreto prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l'origine della materia prima in etichetta in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile.

Le diciture utilizzate saranno le seguenti:
a) "Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte";
b) "Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte".

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo di una sola dicitura: ad esempio "ORIGINE DEL LATTE: ITALIA".

Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall'Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:
- latte di Paesi UE: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;
- latte condizionato o trasformato in Paesi UE: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.

Se le operazioni avvengono al di fuori dell'Unione europea, verrà usata la dicitura "Paesi non UE".

Restano esclusi i prodotti DOP e IGP che hanno già disciplinari relativi anche all'origine e il latte fresco già tracciato.

Per le violazioni degli obblighi sanciti dal decreto è prevista l'applicazione delle sanzioni di cui all'art. 4, comma 10, della legge 3 febbraio 2011, n. 4.
Si tratta di ''un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti - precisa in una nota il presidente dell'organizzazione agricola Roberto Moncalvo - che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani e pone finalmente fine all'inganno del falso Made in Italy, con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri. Cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato fino ad ora riportato in etichetta''.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato le graduatorie definitive delle domande per l’accesso alle agevolazioni di cui al D.M. 1° giugno 2016, relative al bando grandi progetti R&S PON, presentate per gli interventi agevolativi “Industria sostenibile” e “Agenda digitale”. 

Con decreto direttoriale 19 gennaio 2017, a seguito della pubblicazione sul sito del Ministero delle graduatorie provvisorie nonché delle successive segnalazioni, trasmesse dalle imprese interessate, di errori formali dalle stesse commesse nella digitazione dei dati di bilancio, sono state definite le graduatorie definitive.

In base a tali graduatorie e tenuto conto delle risorse rese disponibili dal decreto ministeriale 1° giugno 2016, si procederà all’ammissione all’istruttoria delle domande pervenute secondo l’ordine decrescente del relativo punteggio, prevedendo un opportuno overbooking, stimato in base alle risultanze istruttorie degli analoghi bandi a valere sul Fondo per la crescita sostenibile.

L’ammissione all’istruttoria non garantisce l’agevolabilità. Infatti, a parte l’esito istruttorio, i progetti saranno agevolati nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

Graduatorie:
Agenda digitale
Industria sostenibile

Ciascuna impresa potrà rilevare lo “stato” della propria domanda accedendo al sito del soggetto gestore con le credenziali ricevute.