Il 3 febbraio 2017 entrerà in vigore il decreto legislativo che disciplina il risarcimento del danno per violazioni del diritto alla concorrenza.

Nella G.U. n. 15 del 19 gennaio 2017, è stato pubblicato il D.Lgs. n. 3 del 2017 in materia di “Attuazione della direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 novembre 2014, relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell'Unione europea”.

In particolare, al fine di rafforzare gli strumenti a disposizione dei soggetti danneggiati, il decreto:

- introduce meccanismi di acquisizione delle prove che affidano al giudice il potere di richiedere alle parti, ai terzi e alle stesse Autorità garanti della concorrenza l’esibizione di elementi utili al giudizio instaurato ai fini del risarcimento del danno da illecito antitrust, per consentire ai danneggiati stessi, anche acquirenti indiretti, di superare le asimmetrie informative che rendono attualmente difficile l’azione risarcitoria

- regola i rapporti tra la decisione dell’Autorità garante della concorrenza e la decisione del giudice della causa del risarcimento del danno, prevedendo che ai fini dell’azione per il risarcimento si ritiene definitivamente accertata, nei confronti dell’autore, la violazione del diritto della concorrenza constatata da una decisione dell’Autorità garante italiana non più soggetta ad impugnazione. Il sindacato del giudice amministrativo sulla decisione dell’Autorità garante comporta la verifica dei fatti posti a fondamento della decisione stessa, con estensione della valutazione del giudice si estende ai profili tecnici della vicenda

- disciplina l’efficacia nel giudizio risarcitorio della decisione definitiva con cui un’Autorità garante della concorrenza di altro Stato membro accerta una violazione del diritto della concorrenza

- disciplina la prescrizione del diritto al risarcimento, la responsabilità in solido degli autori della violazione, la quantificazione e la valutazione del danno, concentrando presso tre sezioni specializzate in materia di impresa (Milano, Roma, Napoli) la competenza per le controversie in merito, anche promosse per il tramite di azioni di collettive.

Con riferimento alla competenza per le controversie, il decreto legislativo stabilisce nello specifico tale ripartizione:

a) la sezione specializzata in materia di impresa di Milano per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Milano, Bologna, Genova, Torino, Trieste, Venezia, Trento e Bolzano (sezione distaccata);
b) la sezione specializzata in materia di impresa di Roma per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Ancona, Firenze, L'Aquila, Perugia, Roma, Cagliari e Sassari (sezione distaccata);
c) la sezione specializzata in materia di impresa di Napoli per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di corte d'appello di Campobasso, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto (sezione distaccata), Potenza, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Messina, Palermo, Reggio Calabria.

A circa un anno dalla pubblicazione della prima “Common Practice on designs”, il 7 gennaio 2017 ha trovato attuazione la seconda iniziativa europea in tema di convergenza sul design, con il lancio della Fase II dello strumento di classificazione “DesignClass” che segna il completamento del progetto CP7 “Convergence on Harmonisation of Product Indications for designs initiative”.

Lo strumento offre agli utenti e agli Uffici IP una banca dati armonizzata di circa 15.000 indicazioni dei prodotti, tra cui i termini della classificazione di Locarno la cui 11a edizione è entrata in vigore dal 1° gennaio 2017. Questo è il risultato della collaborazione tra 24 Uffici UE e 4 Uffici extracomunitari della proprietà intellettuale, con la partecipazione anche di 2 associazioni di utenti, di WIPO ed EUIPO, che hanno lavorato insieme per pre-approvare le indicazioni dei prodotti armonizzate in 23 lingue dell'UE.

Prima dello sviluppo di DesignClass nessuno strumento di classificazione comune per i disegni esisteva nell’ambito dell’Unione europea. Il progetto CP7 è stato quindi lanciato al fine di far convergere le prassi applicate in questo settore, standardizzando l'uso di indicazioni dei prodotti all'interno dell'UE e oltre.

Per raggiungere i suoi obiettivi, il progetto è stato articolato in due fasi. 

La Fase I, che si è conclusa nel mese di novembre 2015, ha visto il rilascio di una prassi comune, di una banca dati armonizzata delle indicazioni dei prodotti e di una prima versione di DesignClass.

Con il lancio della Fase II, DesignClass si è arricchito includendo:

- la classificazione estesa delle indicazioni dei prodotti (EPIC - extended product indications classification) - tassonomia del database armonizzato delle indicazioni dei prodotti, che divide le sottoclassi di Locarno in gruppi e sottogruppi per migliorare l'intuitività delle ricerche;

- l'associazione di immagini alle indicazioni dei prodotti - che consente agli utenti di visualizzare le indicazioni dei prodotti e, quindi, di selezionare il più adatto alle proprie esigenze;

- l'abbinamento di non accettato con indicazioni di prodotti accettate - allo scopo di garantire che gli utenti siano indirizzati alle indicazioni dei prodotti armonizzate che corrispondono al loro design;

- traduzioni di tutte le indicazioni dei prodotti convalidate, varianti e duplicati - le traduzioni sono state accuratamente riviste dagli Uffici IP, EUIPO e agenzie di traduzione esterne per ridurre al minimo il rischio di difformità in tutte le lingue dell'UE;

- uno strumento di Harmonised Workflow - un modulo amministrativo che permette a tutti gli utenti dell'applicazione di proporre aggiornamenti al database armonizzato delle indicazioni dei prodotti attraverso un lungo ciclo di voto di due mesi.

Guardando al futuro, gli obiettivi da raggiungere sono quelli di:

- utilizzare lo strumento di Harmonised Workflow per presentare i termini ai fini dell'inserimento nella banca dati, 
- proporre l'eliminazione di indicazioni di prodotti obsolete,
- suggerire traduzioni alternative e aggiungere immagini alle indicazioni dei prodotti esistenti,
- rendere DesignClass più snella e in sintonia con le esigenze degli utenti,
- mappare in forma più efficace i prodotti per i quali un progetto può essere registrato.



Ieri, con una nota sul proprio sito web, il Comitato preparatorio ha annunciato l'obiettivo di fare iniziare la fase di applicazione provvisoria entro il prossimo maggio e che l'Accordo sul Tribunale unificato dei brevetti potrà diventare operativo entro dicembre.

Durante la fase provvisoria saranno avviate tutte le attività e stabilita l'organizzazione operativa. Il cronoprogramma è comunque soggetto a revisioni nel caso non si realizzino tutte le condizioni necessarie, in particolare le ratifiche ufficiali di Germania e Gran Bretagna. Ai primi di marzo è prevista l'ultima riunione del Comitato preparatorio.

In Italia, proprio in questi giorni, il governo ha presentato un disegno di legge per l’attuazione del Protocollo sui privilegi e le immunità del Tribunale unificato dei brevetti in quanto, a Milano, sarà ospitata - in assenza di novità sul fronte Brexit - una divisione locale del Tribunale stesso.



Dal 1° gennaio 2017, l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) svizzero è diventato il 29° IP Office per l'attuazione della prassi comune "CP 5 Relative Grounds - Likelihood of Confusion (Impact of non-distinctive/weak components)" (Impedimenti relativi - Rischio di confusione (Impatto di elementi privi di carattere distintivo/con carattere distintivo debole))".

Si ricorda che, nell’ambito del quadro del programma di convergenza mediante la Rete europea dei marchi e dei disegni e modelli, gli uffici dei marchi dell’Unione europea hanno concordato una prassi comune per quanto riguarda l’impatto degli elementi dei marchi privi di carattere distintivo/con carattere distintivo debole nell’esame del rischio di confusione (impedimenti relativi). La prassi era stata pubblicata con comunicazione del 2 ottobre 2014 come risultato della collaborazione tra gli uffici dei marchi nell'UE (25 uffici dell'Unione europea e tre uffici di esecuzione extra-UE) nel contesto del programma di convergenza, allo scopo di accrescere la trasparenza, la certezza e la prevedibilità per gli esaminatori e gli utenti.

L'EUIPO ha reso noto che i principi comuni della CP5 sono stati ora incorporati nella versione aggiornata delle linee guida dell'IPI svizzero, entrata in vigore il 1° gennaio 2017.