Il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso note le nuove modalità di trasmissione degli attestati di concessione e registrazione dei titoli di proprietà industriale.

Nella circolare della Direzione generale per la lotta alla contraffazione - UIBM n. 598 del 14 dicembre 2016, sono state infatti definite le nuove modalità con cui vengono trasmessi agli utenti gli attestati di concessione e registrazione dei titoli di P.I. (marchi, brevetti e design) relativi alle domande depositate con il nuovo portale dell'UIBM, raggiungibile al link https://servizionline.uibm.gov. it.

In particolare, nella circolare viene precisato che:
- il numero di concessione/registrazione dei titoli di P.I. si identifica con lo stesso numero seriale della relativa domanda, a cui è associata una data di rilascio del titolo;
- gli attestati sono inviati via PEC in formato digitale, tramite file in formato pdf firmato digitalmente dalla divisione dell'UIBM competente, all'indirizzo di posta elettronica (certificata e non) comunicato dall'utente, al momento del deposito della relativa domanda, insieme al domicilio elettivo;
- poiché si tratta di documenti firmati digitalmente, in cui sono presenti i riferimenti alla validità della firma apposta, detti documenti costituiscono dei duplicati informatici del titolo di proprietà industriale e, pertanto, sono da considerarsi degli "originali informatici" a tutti gli effetti e, finché restano in formato digitale, non necessitano, per il loro utilizzo, né dell'attestazione di conformità da parte di un pubblico ufficiale, né del pagamento della relativa imposta di bollo da parte dell'utente.


Nel caso in cui l'utente ne abbia necessità, le copie cartacee autenticate di detti documenti informatici firmati digitalmente all'origine possono essere richieste, con apposita istanza in carta bollata, ai seguenti Uffici:
a) l'UIBM, in tutti i casi di deposito, sia per quelli telematici che per quelli effettuati presso le CCIAA o inviati tramite posta ordinaria;
b) la singola CCIAA, nel caso in cui il deposito sia stato effettuato presso uno dei suoi sportelli;
c) la CCIAA di Roma nel caso dei depositi postali.
Tali copie sono soggette alla consueta imposta di bollo e sono rilasciate unitamente alla certificazione di autenticità sottoscritta da parte del pubblico ufficiale preposto.
In nessun caso è prevista la spedizione degli attestati in formato cartaceo da parte dell'UIBM.

Nella G.U.U.E. 7 dicembre 2016, n. L 332, è stato pubblicato il Regolamento (UE) 6 dicembre 2016, n. 2016/2141, che modifica il Regolamento (CE) n. 1238/95 riguardo all'importo della tassa annuale e della tassa per l'esame tecnico da pagarsi all'Ufficio comunitario delle varietà vegetali.

Il regolamento in esame, che entra in vigore il 27 dicembre 2016, trova applicazione a decorrere dal decorrere dal 1° gennaio 2017.

Esso prevede un aumento della tassa da corrispondere all'Ufficio comunitario delle varietà vegetali per ogni anno di validità di una privativa comunitaria per ritrovati vegetali: l’importo della tassa annuale sale a 330 euro.

Inoltre, viene modificato l'allegato I del regolamento (CE) n. 1238/95, nel quale è stabilito l'importo delle tasse che devono essere pagate per l'organizzazione e la realizzazione dell'esame tecnico di una varietà costituente oggetto di domanda di privativa comunitaria per ritrovati vegetali.

L’iniziativa, aperta fino al 31 dicembre 2019, è finalizzata ad agevolare le imprese che realizzano progetti di innovazione di prodotto o di processo al fine di incrementare il grado di innovazione del territorio lombardo.

La proposta prevede un Intervento Finanziario costituito da un Finanziamento a medio-lungo termine, a valere su risorse di Finlombarda e degli Intermediari Convenzionati, accompagnato da un Contributo in conto interessi a valere su risorse del POR FESR 2014-2020. La concessione del Finanziamento è condizione necessaria ai fini della concessione del Contributo in conto interessi.

I Progetti dovranno essere realizzati nel termine massimo di 18 mesi a partire dalla data del decreto di concessione del Contributo in conto interessi. È fatta salva la possibilità di proroga fino a 3 mesi aggiuntivi e, comunque, entro il termine massimo del 30 giugno 2022.

Le risorse finanziarie iniziali ammontano:

a) per i Finanziamenti, a € 100.000.000 (centomilioni/00) derivanti dalle risorse apportate dai Soggetti Finanziatori e, nello specifico, per € 50.000.000 (cinquantamilioni/00) da Finlombarda a valere su provvista della Banca Europea per gli Investimenti e per € 50.000.000 (cinquantamilioni/00) dagli Intermediari Convenzionati;

b) per i Contributi in conto interessi, a € 10.000.000 (diecimilioni/00) a valere sull’Asse I del POR FESR 2014-2020.

Tra le tipologie di spesa, sono incluse al punto b) i costi della ricerca contrattuale, delle competenze e dei brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato (inclusi a titolo esemplificativo e non esaustivo l’acquisto di software, di diritti di brevetto, di licenze, di consulenze tecniche esterne, di know-how e conoscenze tecniche non brevettate).

Le spese di cui alle lettere a) (costi relativi a strumentazione e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il Progetto) e b) dovranno costituire almeno il 70% dell’importo dell’investimento complessivo ammissibile del Progetto.

La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente per mezzo di SiAge a partire dalle ore 10.00 del giorno 9 gennaio 2017 fino al momento in cui risulteranno esaurite le risorse stanziate (comprensive di quelle previste per la lista d’attesa) e, comunque, entro e non oltre le ore 12.00 del 31 dicembre 2019.

La Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, con la pronuncia del 6 dicembre 2016, ha chiuso un altro importante capitolo della guerra tra Samsung e Apple che, nel caso specifico, riguarda la violazione dei disegni per smartphone.

L’ Alta Corte federale USA ha respinto la precedente sentenza che imponeva a Samsung di pagare un risarcimento di 399 milioni di dollari ad Apple, con rinvio per gli ulteriori procedimenti che dovranno tenere conto di quanto espresso dalla Corte.

La motivazione formulata si basa, in particolare, sulla considerazione che diversa è la situazione a seconda che l’“article of manufacture” (manufatto) coperto da brevetto oggetto di imitazione sia costituito da un singolo componente, come può essere un piatto, ovvero sia costituito da più componenti, come un forno da cucina.

In questa seconda situazione rientra il caso in esame che riguarda la violazione dei disegni per smartphone, in quanto il Galaxy avrebbe copiato l’iPhone: la Samsung avrebbe infranto il brevetto di Apple ed "imitato" l’aspetto dei suoi telefonini nel Galaxy e anche in altri modelli.

Una prima sentenza del 2012 aveva condannato la Samsung al pagamento di 930 milioni di danni ad Apple sostenendo che i coreani avevano rubato sia la tecnologia che il “look” degli iPhone.

Nel 2015 la sentenza di appello ha confermato la condanna di tre anni prima, precisando, tuttavia, che se il furto del brevetto poteva essere riconosciuto la stessa cosa non poteva valere per l’aspetto: il look dell’iPhone.

Ed ora a pronunciarsi è la Corte Suprema, secondo la quale la copiatura è stata soltanto parziale, per cui la multa da 399 milioni di dollari basata sui profitti che Samsung era riuscita a fare “copiando” una parte di Apple era ingiusta.

La guerra sui brevetti degli smartphones: vittoria parziale per la Samsung