L’EUIPO, sulla base degli studi che nei mesi precedenti ha pubblicato con riferimento a nove distinti settori commerciali, ha tirato le somme calcolando che 83 miliardi di euro e 790.000 posti di lavoro sono persi ogni anno in tutta l'Unione Europea a causa della contraffazione e della pirateria.

In particolare, viene evidenziato:

- il 7,4% di vendite in nove settori vengono persi a causa della presenza di falsi sul mercato

- tra i settori interessati ci sono vestiti, giocattoli, articoli sportivi, gioielli, borse e musica 

- le entrate perse a causa della contraffazione e della pirateria sono stimate intorno ai 14,3 miliardi di euro.

Gli studi effettuati dall'Ufficio europeo dell'Unione della proprietà intellettuale, attraverso l'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, stima che oltre 48 miliardi di euro - o 7,4% di tutte le vendite - si perde ogni anno in nove settori, a causa alla presenza di prodotti contraffatti sul mercato.

Ogni anno, un ulteriore ammontare 35 miliardi di euro è anche perso in tutta l'economia dell'UE a causa degli effetti indiretti della contraffazione e della pirateria in questi settori, come, ad esempio, per il fatto che i produttori acquistino meno beni e servizi da fornitori, provocando effetti a catena in altri settori.

I nove settori interessati sono: 

cosmetici e cura della persona

abbigliamento, calzature e accessori

articoli sportivi

giocattoli e giochi

gioielli e orologi

borse

musica registrata

liquori e vino

prodotti farmaceutici.

Nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea è stato pubblicato il Regolamento di esecuzione recante l'iscrizione come IGP della Burrata di Andria nel registro europeo delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette, come prodotto della classe 1.3. Formaggi di cui all'allegato XI del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione.

Si tratta del Regolamento (UE) 21 novembre 2016, n. 2016/2103, con cui questo tipo di formaggio ha ottenuto l'inserimento nel "Door", il registro comunitario degli oltre 1.300 prodotti alimentari DOP e IGP in tutta Europa.

Il riconoscimento del marchio IGP per la Burrata di Andria è stato accolto con grande soddisfazione dal Presidente della Provincia Barletta-Andria-Trani e Sindaco di Andria, tuttavia sono state sollevate critiche in merito da parte del Presidente della Coldiretti Puglia, il quale ha così dichiarato:
«E' inaccettabile che il riconoscimento comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta) alla "Burrata di Andria" non tenga conto delle importanti novità introdotte dal decreto che obbliga ad indicare in etichetta l'origine del latte da utilizzare per fare i prodotti lattiero-caseari "Made in Italy". Il disciplinare non contiene alcuna indicazione dell'origine del latte. E' una occasione perduta per il territorio e per il latte locale, un'operazione di cui beneficiano esclusivamente artigiani e industriali che vendono prodotto fatto con latte importato dall'estero, gabbando i consumatori e la sana imprenditoria zootecnica pugliese. Dal 2013 fino alla presentazione ufficiale della richiesta c'è stato un assordante silenzio della regione Puglia sulla vicenda, nonostante le promesse dell'Assessorato alle risorse agroalimentari di costruire una proposta che prevedesse l'inserimento in disciplinare almeno di percentuali di prodotto locale, giustificando e motivando tecnicamente la scelta».

Ha poi aggiunto il Direttore della Coldiretti Puglia:
«C'è una grave e sostanziale contraddizione oltre ad un evidente tentativo di rendere appetibile a livello commerciale un prodotto fatto con latte estero. Il disciplinare caratterizza solo la qualità del prodotto (% di grasso, di proteine, carica batterica, ecc…) che potrebbe, quindi, provenire da qualsiasi parte del mondo. E' inaccettabile che una filiera produttiva così importante e riconosciuta non voglia cogliere la grande opportunità data dall'etichettatura obbligatoria che di fatto è un grande successo per tutto il mondo agricolo e per gli allevatori che versano in una grave situazione per colpa del prezzo del latte troppo basso e delle importazioni di latte e prodotti semilavorati dall'estero, utilizzati per fare mozzarelle e formaggi spacciati per "Made in Puglia". L'etichettatura obbligatoria deve diventare una infallibile cintura di sicurezza per i nostri allevatori che devono poter competere alla pari e per la salute dei nostri consumatori debbono poter scegliere in maniera consapevole quello che acquistano e mangiano».

Con comunicato, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha annunciato che il CIPE ha approvato il piano operativo per il settore agricolo e agroalimentare, consentendo l'avvio di investimenti per 400 milioni di euro.

I fondi sono così ripartiti: 

- 295 milioni per le infrastrutture irrigue.

Tali interventi, destinati all'irrigazione collettiva, si inquadrano nell'ambito di una strategia rivolta alla riduzione/contenimento dei processi di desertificazione e salvaguardia degli ecosistemi, adeguamento ai cambiamenti climatici nelle zone agricole a rischio esondazione, di miglioramento della qualità e quantità dei corpi idrici superficiali e sotterranei. Gli interventi sono complementari con quelli previsti Programma di sviluppo rurale nazionale (PSRN), cofinanziato con risorse europee per un importo di 300 milioni di euro.

​- 60 milioni per contratti di filiera e di distretto.

Questi sono uno strumento agevolativo dedicato al sostegno di investimenti di rilevanza nazionale nel settore agroalimentare e delle agroenergie. Si prevede di finanziare 25-30 contratti di filiera/distretto, 150 imprese agricole e agroalimentari. Il finanziamento si associa a 200 milioni di euro del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) della Cassa depositi e prestiti per attivare un totale di 300 milioni di investimenti.

- 5 milioni per "Multifunzionalità della foresta e uso sostenibile delle risorse rinnovabili nelle aree rurali".

Si tratta di azioni volte a promuovere una corretta gestione delle aree silvo-pastorali di montagna, allo scopo di assicurare la residenzialità in territori altrimenti destinati all'abbandono. Le azioni prevedono la promozione di nuove strutture per la gestione associata delle proprietà forestali e il rafforzamento delle reti di imprese operanti nella filiera forestale.

- 40 milioni per "Piano Agricoltura 2.0" che comprende un programma di interventi di semplificazione ed innovazione finalizzato all'incremento della capacità amministrativa in agricoltura, compresi nella Strategia per la crescita digitale 2014-2020 - Agenda digitale. 

Gli ambiti di intervento sono: innovazione del Sistema informatico agricolo nazionale (SIAN) e configurazione di servizi di innovazione per l'amministrazione e per le imprese.

Con una mossa a sorpresa, il governo inglese ha rotto gli indugi annunciando l’intenzione di continuare a fare parte del sistema di tutela unitaria dei brevetti nonostante l’esito del referendum di giugno.

La notizia raffredda le speranze di Milano di subentrare a Londra come una delle sedi del Tribunale unificato, in particolare in materia di life science e pharma.

Il governo inglese sostiene infatti, che l'uscita dalla UE non sia incompatibile con la partecipazione al brevetto unitario in quanto trattasi di un accordo intergovernativo che prevede l'adesione dei singoli stati.

L’Italia, pochi giorni fa ha completato il suo iter pubblicando il testo della legge nella G.U., è stato il 12° Paese ad aderire. Se a breve arriveranno i sì di Londra e Berlino, il Tribunale unificato e il brevetto unitario potrebbero partire già nel corso del 2017.