Secondo la Corte di Giustizia "il prestito di un libro elettronico (e-book) può, a determinate condizioni, essere equiparato al prestito di un libro tradizionale. In tale situazione è applicabile l’eccezione di prestito pubblico, che prevede, in particolare, un’equa remunerazione degli autori".

In tal senso si è pronunciata la Corte di Giustizia dell’Unione europea, nella sentenza 10 novembre 2016 (C-174/15), confermando sostanzialmente quanto espresso dall’Avvocato Generale UE, Maciej Szpunar, nel parere presentato il 16 giugno 2016, nell'ambito di un procedimento in cui la Corte di Giustizia ha dovuto affrontare la questione se e su quale base giuridica le biblioteche abbiano il diritto di dare in prestito libri digitali. Tale questione è connessa al tema più generale della necessità di istituire un quadro normativo favorevole alla modernizzazione del funzionamento delle biblioteche di fronte alla rivoluzione determinata dalla tecnologia digitale e dall’avvento di internet.

Dopo una lunga attesa, la Commissione europea ha risposto all’invito ad essa indirizzato, mediante risoluzione del dicembre 2015 dal Parlamento europeo, di intervenire urgentemente per chiarire l’effettiva portata della legislazione europea in materia di invenzioni biotecnologiche (direttiva n. 98/44/CE del 6 luglio 1998), in particolare al fine di garantire la certezza giuridica per quanto riguarda il divieto di brevettabilità dei prodotti ottenuti mediante procedimenti "essenzialmente biologici".

La Commissione europea, nel parere reso nei giorni scorsi - "Comunicazione della Commissione relativa a determinati articoli della direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche (2016/C 411/03)", pubblicata nella G.U.U.E. n. C 411 dell'8 novembre 2016 - ha affermato che le piante e gli animali che si ottengono per mezzo di allevamento "essenzialmente biologico" non sono brevettabili. 

Tale affermazione è in forte contraddizione con l'attuale prassi dell'Ufficio europeo dei brevetti (EPO), che ha già concesso più di 100 brevetti in allevamento convenzionale, ad esempio su pomodori e broccoli.

Infatti, con decisione del 25 marzo 2015 nei procedimenti G2/12 (pomodori) e G2/13 (broccoli), l’Enlarged Board of Appeal dell’EPO ha adottato un’interpretazione restrittiva dell’art. 53 (b) della Convenzione sul brevetto europeo, secondo il quale è vietato brevettare procedimenti essenzialmente biologici per la produzione di piante, come ad esempio l’incrocio. Secondo l’EPO il divieto di brevettazione di cui all’art. 53 (b) riguarderebbe solamente i procedimenti biologici per la produzione di piante e non può essere esteso ai prodotti ottenuti attraverso tali procedimenti; ciò anche nell’ipotesi in cui i prodotti siano ottenibili esclusivamente con quei metodi convenzionali per i quali è esclusa la brevettabilità. L’effetto ultimo di tale interpretazione è quello di consentire che sia concesso un brevetto anche su piante ottenute con metodi essenzialmente biologici e dunque naturali.

E' stato indetto il “Bando per la concessione di agevolazioni per lo sviluppo di progetti transnazionali di sviluppo sperimentale e ricerca industriale nel campo delle biotecnologie”, nell’ambito della dodicesima call transnazionale EuroTransBio, per la selezione di specifici progetti presentati da imprese italiane, anche in collaborazione con organismi di ricerca e diffusione della conoscenza, associate con almeno un’impresa appartenente ad un altro Paese tra quelli partecipanti alla call medesima.

Il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il decreto ministeriale 13 ottobre 2016 che prevede la partecipazione dell’Italia al dodicesimo bando EuroTransBio con un budget di tre milioni di euro a valere sul Fondo per la crescita sostenibile. L'obiettivo è quello di sostenere progetti di sviluppo sperimentale e ricerca industriale realizzati da imprese italiane in collaborazione con altre imprese europee, anche con il coinvolgimento di organismi di ricerca e diffusione della conoscenza.

I proponenti italiani possono presentare la domanda dal giorno successivo alla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e fino al 31 gennaio 2017. Entro tale data va inviata all'apposito ufficio transnazionale ETB la proposta progettuale (in inglese) attraverso l'uso della specifica procedura indicata nelle linee guida transnazionali della call e, contestualmente, la domanda di accesso alle agevolazioni (in italiano) al Ministero dello sviluppo economico.

Al bando possono partecipare raggruppamenti composti da almeno due imprese provenienti da almeno due Paesi partecipanti ad ETB e coordinati da una PMI, che si assume una parte significativa di attività. Ai raggruppamenti di progetto possono partecipare anche organismi di ricerca e diffusione della conoscenza, purché sia coinvolta un’impresa del corrispondente Paese.

I Paesi nei quali si possono trovare partner sono: Austria, Belgio (Regione delle Fiandre), Finlandia, Francia (Regione dell’Alsazia), Germania, Federazione Russa.

Il bando offre la possibilità di co-finanziare progetti di sviluppo sperimentale e ricerca industriale, caratterizzati da eccellenza e innovatività.

Le risorse complessive messe a disposizione dai Paesi e dalle Regioni partecipanti al bando sono pari a circa dodici milioni di euro (compresi i tre milioni di euro messi a disposizione degli operatori italiani dal MISE).

A cavallo dello scorso week-end si sono svolti gli annuali incontri dei cinque maggiori uffici marchi (TM5) e dei cinque maggiori uffici per i disegni o modelli (ID5). In entrambi, insieme all'EUIPO in rappresentanza dell'Europa, erano presenti l'USPTO (USA), il JPO (Giappone), il KIPO (Corea del sud) e il SIPO (Cina).

Il TM5, riunitosi per la quinta volta, rappresenta il 60% dei marchi internazionali depositati nel mondo. Gli uffici hanno relazionato sui rispettivi progetti in corso.

L'EUIPO in particolare ha riferito, tra i 13 progetti in cantiere, sullo stato dei seguenti: "Common Statistical Indicators", "User-friendly Access to Trade Mark Information (TMview)," "Taxonomy and TMclass link" e “User involvement”.

Inoltre particolare attenzione è stata attribuita al progetto comune di ricerca delle immagini e sullo stato dell'integrazione dei vari sistemi.

I membri dell'ID5, riunitosi invece per la seconda volta, oltre a discutere sulla possibilità di adottare uno standard comune per la rappresentazione grafica dei disegni, hanno convenuto di avviare ben 12 progetti. L'EUIPO in particolare avrà la guida di quattro progetti.

Infine si è discusso dell'integrazione dei disegni dello JPO all'interno dello strumento di ricerca dell'EUIPO DesignView.

Sui rispettivi siti web sono maggiori informazioni sui progetti in corso del TM5 e su quelli dell'ID5